lunedì 13 dicembre 2010

E in principio fu l'index

Già. tutto è partito da un indice, un lungo elenco di parole. Nel 1946 padre Busa, un gesuita alle prese con Tommaso d’Aquino per la sua tesi, lavora sul concetto di “presenza” negli scritti del doctor angelicus; compila a mano le schede per segnalare dove trova le parole che si riferiscono a tale concetto, e dopo sei mesi scopre che in realtà la parola “presenza” e le sue derivazioni sono un concetto periferico: la parola centrale è “in”, una semplice preposizione. E riparte daccapo.

Compila nuove schede, elabora la sua tesi e ne emerge con due idee: la prima riguarda la centralità dell’”in”, e ci interessa meno, in questa sede, ma la seconda… ecco cosa dice in una intervista a MediaMente:
io avrei reso un buon servizio alla comunità degli studi, se avessi trovato la maniera di risparmiarle il rifarsi a mano le schede di tutte le parole.
Nel 1949 si sposta in America (Ah! già allora…) e convince l’IBM a dotarlo dei mezzi per elaborare la sua ricerca.
Ci sono state tre epoche: Prima: le schede perforate. L’obiettivo era uno schedario di dodici milioni di schede, quindi un fronte di novanta metri, alto 1,20, profondo un metro, peso 500 tonnellate. Io avevo perforato e consumato un sei milioni di schede, stampando dietro il contesto di ciascuna. La misericordia del Signore, ha ispirato i tecnici ad inventare i nastri magnetici. E così non più cinquecento tonnellate di materiale. Seconda fase: impiego dei nastri magnetici. Ho avuti un pacco di 1.800 nastri magnetici, che sono 1.600 chilometri di nastro, come da Parigi a Lisbona, o Milano-Palermo. Alla fine ho avuto un altro formato di venti nastri magnetici, sedici chilometri di nastro, con 1.630.000.000 di byte.
Finalmente, nel 1980, in 56 volumi (!), viene dato alla luce l’imponente Index Thomisticus: sancti Thomae Aquinatis operum omnium indices e concordantiae.
L’index, che è diventato un cd-rom (1989) ed è ora disponibile anche sul WEB www.corpusthomisticum.org, è il primo esempio di linguista computazionale, ma, per quel che ci riguarda, è il primo passo verso l’informatica umanistica e le edizioni digitali.

approfondendo
Roberto Busa (wiki)
Linguistica Computazionale (wiki)
mediamente
Index Thomisticus

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